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Lavoro9 min di lettura· Aggiornato maggio 2026

NASpI 2026: requisiti, importo e come fare domanda

Hai perso il lavoro? Ecco chi ha diritto alla NASpI nel 2026, quanto spetta, quanto dura e come presentare domanda all'INPS senza errori.

In sintesi

La NASpI è l'indennità di disoccupazione per chi perde involontariamente il lavoro. Nel 2026 spetta a chi ha almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni; la domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione.

TL;DR
  • Requisiti: stato di disoccupazione involontario + 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni.
  • Importo: 75% della retribuzione media (fino a 1.425,21 €) + 25% sulla parte eccedente, max 1.550,42 € lordi al mese.
  • Durata: pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 24 mesi.
  • Domanda: solo online sul sito INPS entro 68 giorni dalla fine del rapporto, pena decadenza.
  • Dal sesto mese di erogazione scatta una riduzione mensile del 3% sull'importo.
Indice dei contenuti
  1. 1. Cos'è la NASpI
  2. 2. Chi può chiederla (e chi no)
  3. 3. I requisiti per accedere nel 2026
  4. 4. Quanto spetta: il calcolo dell'importo
  5. 5. Quanto dura la NASpI
  6. 6. Come fare domanda: i 5 step
  7. 7. NASpI anticipata: incassare tutto in un'unica soluzione
  8. 8. Cosa fare se la domanda è respinta
  9. 9. Cosa fare adesso

Perdere il lavoro è già destabilizzante: muoversi nei tempi giusti per la NASpI è la prima cosa concreta che puoi fare per proteggere il tuo reddito. Bastano pochi errori — un giorno in ritardo, un requisito che non hai verificato — per perdere mesi di indennità.

Cos'è la NASpI

La Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego (NASpI) è l'indennità mensile di disoccupazione erogata dall'INPS ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il posto di lavoro. Ha sostituito dal 2015 l'ASpI e la mini-ASpI ed è oggi lo strumento universale di sostegno al reddito per chi rimane senza occupazione.

Norma di riferimento

D.Lgs. 22/2015, artt. 1-14: disciplina della NASpI, requisiti, calcolo dell'importo, durata e cause di decadenza.

Chi può chiederla (e chi no)

La NASpI spetta ai lavoratori dipendenti del settore privato e ad alcune categorie del pubblico, in stato di disoccupazione involontaria.

  • Licenziati (per qualsiasi motivo, anche giusta causa o per giustificato motivo oggettivo)
  • Lavoratori con contratto a termine scaduto
  • Apprendisti al termine del percorso formativo
  • Soci lavoratori di cooperativa con rapporto subordinato
  • Personale artistico con rapporto di lavoro subordinato
  • Dimissionari per giusta causa o nel periodo protetto della maternità
  • Chi ha risolto il rapporto con conciliazione presso la DTL (art. 7 L. 604/66)

Sono invece esclusi: i dimissionari volontari (salvo le eccezioni sopra), i dipendenti pubblici a tempo indeterminato, gli operai agricoli a tempo indeterminato (hanno una specifica indennità) e chi ha già maturato i requisiti per la pensione.

I requisiti per accedere nel 2026

Per ottenere la NASpI devi avere contemporaneamente tre requisiti, da verificare prima di presentare la domanda.

  • Stato di disoccupazione involontario (la perdita non deve dipendere dalla tua volontà)
  • Almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei 4 anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione
  • Dichiarazione di immediata disponibilità (DID) al lavoro, resa al momento della domanda online

Il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti, previsto in passato, è stato abrogato dalla Legge di Bilancio 2022 e non è più richiesto.

Norma di riferimento

Art. 3, D.Lgs. 22/2015, come modificato dall'art. 1, c. 221, L. 234/2021: per le NASpI con eventi di cessazione dal 1° gennaio 2022 non si richiedono più le 30 giornate di lavoro effettivo.

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Quanto spetta: il calcolo dell'importo

La NASpI si calcola sulla retribuzione media imponibile degli ultimi 4 anni, divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il coefficiente 4,33 (settimane medie in un mese).

L'importo mensile lordo è pari al 75% della retribuzione media se questa è uguale o inferiore a una soglia rivalutata annualmente (per il 2026 è circa 1.425,21 € — il dato definitivo viene pubblicato dall'INPS con apposita circolare). Sulla parte di retribuzione eccedente questa soglia si aggiunge il 25%.

L'importo massimo erogabile è di circa 1.550,42 € lordi al mese (massimale rivalutato annualmente). Esempio pratico: con una retribuzione media mensile di 1.800 €, la NASpI lorda è circa 1.069 € + 94 € = 1.163 € al mese.

La riduzione del 3% dal sesto mese

A partire dal primo giorno del sesto mese di erogazione, l'importo subisce una riduzione progressiva del 3% al mese. Per i beneficiari over 55, la riduzione scatta dall'ottavo mese.

Norma di riferimento

Art. 4, D.Lgs. 22/2015: misura, massimale e meccanismo di riduzione progressiva (décalage) dal sesto mese di fruizione.

Quanto dura la NASpI

La durata è pari alla metà delle settimane di contribuzione presenti negli ultimi 4 anni, con un tetto massimo di 24 mesi (104 settimane). Esempio: con 200 settimane di contributi nei 4 anni precedenti, la NASpI dura 100 settimane (circa 23 mesi).

Le settimane già conteggiate per una precedente NASpI o per altre prestazioni di disoccupazione non vengono considerate due volte.

Come fare domanda: i 5 step

La domanda si presenta esclusivamente online entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto (o dalla fine del periodo di malattia/maternità in corso al momento del licenziamento). Il termine è perentorio: scaduto, il diritto si perde definitivamente.

  • Step 1 — Recupera il modello di cessazione del rapporto (Unilav) dal datore di lavoro o dal portale ClicLavoro
  • Step 2 — Accedi al sito INPS con SPID, CIE o CNS e cerca la sezione 'NASpI: indennità mensile di disoccupazione'
  • Step 3 — Compila la domanda inserendo dati anagrafici, IBAN, ultimo datore e motivo della cessazione
  • Step 4 — Rendi contestualmente la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) al lavoro
  • Step 5 — Conserva la ricevuta di protocollo: ti servirà per qualsiasi reclamo o sollecito

In alternativa puoi presentare domanda tramite Patronato (gratuitamente) o chiamando il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da fisso) o 06 164 164 (da mobile).

Quando arriva il primo pagamento

L'INPS ha 30 giorni per istruire la domanda. Il pagamento decorre dall'ottavo giorno successivo alla cessazione (o dalla data della domanda, se presentata oltre l'ottavo giorno). Il primo accredito arriva normalmente entro 60-90 giorni dalla presentazione.

NASpI anticipata: incassare tutto in un'unica soluzione

Se vuoi avviare un'attività autonoma, libera professione o impresa individuale, puoi chiedere la NASpI in un'unica soluzione anticipata, pari a tutte le mensilità residue.

La domanda di anticipazione va presentata entro 30 giorni dall'inizio dell'attività di lavoro autonomo. Attenzione: se nei due anni successivi rientri in un rapporto di lavoro subordinato, dovrai restituire l'intero importo anticipato.

Norma di riferimento

Art. 8, D.Lgs. 22/2015: liquidazione anticipata in unica soluzione e obbligo di restituzione in caso di rioccupazione subordinata entro 2 anni.

Dai casi che gestiamo

Dai casi che gestiamo: la NASpI anticipata è interessante per chi ha un progetto imprenditoriale solido, ma il vincolo di restituzione spaventa molti. Spesso conviene mantenerla mensile e cumularla con compensi da lavoro autonomo entro 4.800 €/anno (limite oltre il quale decade).

Cosa fare se la domanda è respinta

Se l'INPS rigetta la domanda, hai 90 giorni dalla notifica del provvedimento per presentare ricorso amministrativo al Comitato Provinciale INPS. Se anche il ricorso amministrativo viene respinto (o decorrono 90 giorni di silenzio), puoi promuovere causa giudiziale entro 1 anno.

  • Verifica subito il motivo del rigetto sul portale INPS (sezione 'Esito domanda')
  • Raccogli la documentazione mancante (Unilav, CU, lettere di licenziamento)
  • Presenta ricorso amministrativo entro 90 giorni: gratuito, online o via Patronato
  • Se necessario, fai causa al giudice del lavoro entro 1 anno (esente da contributo unificato)

Cosa fare adesso

Se hai appena perso il lavoro, il calendario è la cosa più importante: segna i 68 giorni dalla cessazione e presenta la domanda quanto prima. Se hai dubbi sui requisiti, sul calcolo dell'importo o se la tua domanda è stata respinta, fatti aiutare da un avvocato del lavoro o da un patronato per evitare di perdere mesi di indennità.

Domande frequenti

Posso chiedere la NASpI se mi sono dimesso volontariamente?

In linea di principio no: le dimissioni volontarie escludono il diritto. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa (mancato pagamento dello stipendio, mobbing, modifiche peggiorative del contratto), le dimissioni nel periodo protetto della maternità (dalla gravidanza al primo anno di vita del bambino) e la risoluzione consensuale conclusa nella conciliazione obbligatoria ex art. 7 L. 604/66.

Posso lavorare durante la NASpI?

Sì, ma con limiti. Per il lavoro subordinato sotto i 6 mesi la NASpI è sospesa e riprende alla fine. Per il lavoro autonomo puoi cumulare i compensi fino a 4.800 € lordi annui senza perdere nulla; oltre questa soglia, l'importo si riduce proporzionalmente. In ogni caso devi sempre comunicare all'INPS l'inizio dell'attività entro 30 giorni.

Cosa succede se non presento la domanda entro 68 giorni?

Il diritto alla NASpI decade definitivamente: non ci sono proroghe né rimedi. L'unico caso in cui il termine si sospende è la malattia o la maternità in corso al momento della cessazione: in quel caso i 68 giorni decorrono dalla fine dell'evento. Per questo motivo, anche se sei in trattativa con l'azienda, presenta sempre la domanda entro il termine.

La NASpI conta come reddito ai fini ISEE e dichiarazione dei redditi?

Sì. La NASpI è reddito imponibile IRPEF e l'INPS opera la ritenuta d'acconto in busta. Devi dichiararla nel modello 730 o nel modello Redditi PF. Ai fini ISEE concorre alla formazione del reddito complessivo del nucleo familiare ed è quindi rilevante per bonus, esenzioni sanitarie e prestazioni sociali agevolate.

Cosa fare adesso

Ogni situazione legale ha le sue specificità. Prima di prendere decisioni che rischiano di compromettere i tuoi diritti, parla con un avvocato che conosca davvero il tuo caso.

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