Garanzia legale 24 mesi: cosa copre e come farla valere nel 2026
Garanzia legale di conformità 24 mesi: cosa copre, inversione onere prova a 1 anno, rimedi (riparazione, sostituzione, riduzione prezzo, rimborso) e lettera tipo al venditore. Guida 2026.
Ogni bene venduto da un professionista a un consumatore è coperto per 24 mesi dalla garanzia legale di conformità (artt. 128-135-octies Codice del Consumo). Dal 2022 il difetto che si manifesta entro 1 anno dalla consegna si presume esistente già al momento dell'acquisto: la prova contraria spetta al venditore.
- La garanzia legale di conformità copre 24 mesi dalla consegna del bene (art. 133 Cod. Consumo).
- Si applica a ogni vendita B2C: negozio fisico, e-commerce, marketplace, vendite a distanza.
- L'inversione dell'onere della prova è stata estesa a 12 mesi dal D.Lgs. 170/2021 (prima erano 6 mesi).
- Per beni con elementi digitali (smartphone, smart TV, smartwatch) la garanzia copre anche gli aggiornamenti software necessari a mantenere la conformità.
- I rimedi sono in gerarchia: prima ripristino (riparazione o sostituzione gratuita), poi riduzione del prezzo o risoluzione del contratto con rimborso integrale.
- Non c'è più l'obbligo di denunciare il difetto entro 2 mesi: la Direttiva UE 2019/771 lo ha eliminato.
- L'azione si prescrive in 26 mesi dalla consegna (art. 135-bis co. 5 Cod. Consumo).
- Il referente è sempre il venditore, non il produttore (anche se è un negozio o un sito di rivendita).
Indice dei contenuti
- 1. Garanzia legale e garanzia commerciale: non sono la stessa cosa
- 2. Cosa significa "difetto di conformità"
- 3. L'inversione dell'onere della prova: la regola dei 12 mesi
- 4. I rimedi: la gerarchia da rispettare
- 5. I tempi: niente più obbligo dei 2 mesi, ma attenzione alla prescrizione
- 6. Cosa fare in pratica: 5 passi
- 7. Beni con elementi digitali: la novità del D.Lgs. 173/2021
- 8. Garanzia e e-commerce: cosa cambia (poco)
- 9. I 4 errori più frequenti dei consumatori
Garanzia legale e garanzia commerciale: non sono la stessa cosa
Il primo equivoco da chiarire. Quando compri uno smartphone, una lavatrice o un'auto usata da un negoziante, hai due garanzie sovrapposte e distinte:
- Garanzia legale di conformità (24 mesi): è un diritto previsto dalla legge. Te la deve il venditore (il negozio che ti ha emesso lo scontrino o la fattura). È gratuita e non rinunciabile.
- Garanzia commerciale (o "convenzionale"): è quella che il produttore o il venditore offre in più, spesso a pagamento (estensione di garanzia 3-5 anni). È facoltativa e si aggiunge alla legale, non la sostituisce.
Art. 128 Cod. Consumo — «Il venditore è responsabile nei confronti del consumatore di qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene e che si manifesta entro il termine di due anni da tale momento.»
Il negozio che ti dice "per la garanzia rivolgiti al produttore" sta violando la legge. Per la garanzia legale il referente è sempre lui.
Cosa significa "difetto di conformità"
Un bene è "difettoso" non solo quando è rotto, ma più in generale quando non corrisponde a ciò che ti è stato venduto. L'art. 129 Cod. Consumo elenca quattro criteri cumulativi:
- Idoneità all'uso normale: una lavatrice deve lavare, un cellulare deve telefonare e connettersi.
- Conformità alla descrizione: se il sito dice "8 GB di RAM" e te ne arriva uno da 6 GB, è difetto.
- Qualità e prestazioni abituali dei beni dello stesso tipo.
- Idoneità all'uso specifico che hai dichiarato al venditore e che lui ha accettato.
Rientrano nella garanzia anche prestazioni inferiori a quanto pubblicizzato: se il produttore dichiara "batteria 24 ore" e dopo 8 mesi dura 6 ore, c'è difetto di conformità.
Un cliente acquista un robot aspirapolvere con "mappatura intelligente" dichiarata sul sito. Dopo l'aggiornamento firmware il software cambia e la mappatura non funziona più. Difetto di conformità: il venditore deve riparare, sostituire o rimborsare. La giurisprudenza qualifica l'aggiornamento che peggiora le prestazioni come non conformità sopravvenuta.
L'inversione dell'onere della prova: la regola dei 12 mesi
Questo è il punto su cui la legge è cambiata in modo importante. Fino al 31 dicembre 2021 il difetto si presumeva esistente "dall'origine" solo se compariva entro 6 mesi dalla consegna. Dal 1° gennaio 2022, con il D.Lgs. 170/2021 (di recepimento della Direttiva UE 2019/771), il termine è stato raddoppiato a 12 mesi.
Art. 135 co. 1 Cod. Consumo — «Salvo prova contraria, si presume che i difetti di conformità che si manifestano entro un anno dal momento in cui il bene è stato consegnato siano già esistenti a tale data, a meno che tale ipotesi sia incompatibile con la natura del bene o con la natura del difetto di conformità.»
Tradotto in pratica:
- Difetto entro 12 mesi: tu non devi dimostrare nulla. Spetta al venditore provare che il difetto è colpa tua (uso scorretto, danno accidentale).
- Difetto tra il 13° e il 24° mese: l'onere si inverte. Tocca a te dimostrare che il difetto esisteva già alla consegna (ad esempio con perizia tecnica o messaggi precedenti al venditore in cui segnalavi anomalie).
Per i beni con elementi digitali e fornitura continuativa la presunzione vale per tutto il periodo di fornitura del contenuto/servizio digitale (art. 135 co. 2 Cod. Consumo).
I rimedi: la gerarchia da rispettare
Quando contesti un difetto, non puoi pretendere subito il rimborso. La legge prevede una scala (art. 135-bis Cod. Consumo):
- Primo livello — ripristino della conformità (gratis): a tua scelta tra riparazione o sostituzione del bene. Il venditore può rifiutare solo se la tua scelta è oggettivamente impossibile o sproporzionatamente onerosa rispetto all'altra.
- Secondo livello — riduzione del prezzo o risoluzione del contratto: ci arrivi solo se il venditore non ha riparato/sostituito nei termini (di regola entro 30 giorni), se il rimedio era impossibile o causava notevoli inconvenienti, se il difetto si ripresenta dopo l'intervento, o se il difetto è grave (qui salti direttamente al secondo livello).
Cass. Civ. II, n. 18891/2020 — quando la riparazione non ha eliminato il vizio o lo ha eliminato solo parzialmente, il consumatore può chiedere la risoluzione del contratto e il rimborso del prezzo, anche se il venditore propone ulteriori tentativi.
In caso di risoluzione, il venditore deve restituirti tutto il prezzo: non può trattenere quote a titolo di "uso del bene" salvo che l'uso sia stato eccessivo rispetto alla durata naturale del prodotto.
Una cliente compra un frigorifero a 1.200 €. Si rompe la prima volta dopo 4 mesi, viene riparato. Si rompe di nuovo a 9 mesi, riparato. Si rompe a 14 mesi: ha diritto alla risoluzione e al rimborso integrale, perché il difetto è ricorrente (art. 135-bis co. 6). Il venditore ha proposto una sostituzione, lei ha rifiutato e ottenuto i 1.200 € restituiti.
I tempi: niente più obbligo dei 2 mesi, ma attenzione alla prescrizione
Un secondo cambiamento importante del D.Lgs. 170/2021 è la soppressione dell'obbligo di denuncia entro 2 mesi. Prima del 2022, se ti accorgevi del difetto e non lo segnalavi entro 60 giorni, perdevi la garanzia. Quella regola non esiste più per i contratti dal 1° gennaio 2022.
I termini che restano:
- Garanzia di 24 mesi dalla consegna (art. 133).
- Prescrizione dell'azione: 26 mesi dalla consegna (art. 135-bis co. 5). Quindi anche se il difetto si manifesta nel 24° mese, hai ancora 2 mesi per agire in giudizio.
- Per i beni di seconda mano venditore e consumatore possono pattuire una durata inferiore, ma non sotto i 12 mesi.
Anche se non c'è più la decadenza dei 2 mesi, è comunque consigliabile segnalare per iscritto il difetto appena ti accorgi. Una raccomandata o una PEC il giorno stesso o la settimana stessa crea la prova della tempestività e blocca il decorso dei termini.
Il negozio ti dice "scrivi al produttore" o si rifiuta di sostituire? Raccontaci il caso: in 2 ore valutiamo se la garanzia copre il difetto e ti aiutiamo a scrivere la diffida formale al venditore. Senza diffida + 30 giorni, la causa è in salita.
Inizia oraCosa fare in pratica: 5 passi
- Conserva la prova d'acquisto. Scontrino, fattura, ricevuta PayPal, email di conferma ordine: serve a dimostrare data di consegna e identità del venditore.
- Documenta il difetto. Foto del problema, video del malfunzionamento, eventuali messaggi di errore. Se è uno smartphone, salva log/screenshot.
- Invia diffida scritta al venditore (raccomandata A/R o PEC). Indica: dati ordine, descrizione del difetto, data in cui si è manifestato, richiesta specifica (riparazione o sostituzione), termine di 30 giorni per provvedere.
- Attendi 30 giorni. Se non risponde o non risolve, manda una seconda raccomandata in cui dichiari di passare al secondo livello: chiedi riduzione del prezzo (con percentuale motivata, di solito 20-40 %) o risoluzione e rimborso integrale.
- Se ignorano anche questa, valuta la causa davanti al Giudice di Pace (entro 5.000 € di valore, oggi senza bisogno di avvocato fino a 1.100 €) oppure la mediazione obbligatoria per cause superiori. In alternativa l'ADR del settore (Conciliaweb AGCOM per telefonia, RisolviOnline per vari settori).
Nove diffide su dieci si chiudono con sostituzione o rimborso prima della causa, perché al venditore costa di più resistere che rimborsare. Senza diffida formale, invece, il 70 % dei casi si arena perché manca la prova del rifiuto del rimedio entro i 30 giorni.
Beni con elementi digitali: la novità del D.Lgs. 173/2021
Per smartphone, smart TV, smartwatch, console e ogni bene "connesso", dal 2022 esiste una disciplina specifica (artt. 135-octies ss. Cod. Consumo, introdotti dal D.Lgs. 173/2021). I punti chiave:
- Il venditore deve fornire gli aggiornamenti necessari (sicurezza e funzionalità di base) per un periodo "ragionevolmente atteso" dal consumatore, in funzione del tipo di bene.
- Se l'aggiornamento peggiora le prestazioni, il consumatore può rifiutarlo e mantenere il diritto alla garanzia sulla versione precedente.
- La conformità riguarda anche le funzioni accessorie del software (es. app di gestione, cloud associato): se il servizio cloud viene chiuso, è non conformità.
Per i contenuti digitali "puri" (servizi streaming, software, app) la durata della garanzia segue il periodo di fornitura, non i 24 mesi standard.
Garanzia e e-commerce: cosa cambia (poco)
La garanzia legale vale anche per gli acquisti online, con due precisazioni:
- Il diritto di recesso di 14 giorni (art. 52 Cod. Consumo) è diverso e aggiuntivo rispetto alla garanzia: te ne puoi avvalere senza motivo entro 14 giorni dalla consegna. Dopo i 14 giorni, resta solo la garanzia legale per difetti di conformità.
- Per acquisti su marketplace (Amazon Marketplace, eBay, ecc.) il venditore è il terzo seller, non la piattaforma — quindi la diffida va a lui. Le piattaforme spesso offrono comunque sistemi di reclamo interni (es. "Garanzia A-Z" su Amazon), che operano in parallelo e non sostituiscono i diritti di legge.
- Per acquisti da venditori esteri UE la garanzia minima è di 2 anni (Direttiva 2019/771 valida ovunque); per acquisti extra UE valgono le condizioni del venditore e l'eventuale tutela doganale, ma non il Codice del Consumo italiano.
I 4 errori più frequenti dei consumatori
- Accettare di rivolgersi al produttore. Il venditore è il tuo unico debitore della garanzia legale.
- Non mettere niente per iscritto. Una telefonata o una chat WhatsApp con il negozio non bastano: serve raccomandata A/R o PEC con descrizione del difetto e termine.
- Pretendere subito il rimborso. Devi prima passare per la riparazione/sostituzione, salvo difetto grave. Saltare la gerarchia ti espone al rigetto della richiesta.
- Aspettare oltre i 26 mesi. La prescrizione è breve. Se il venditore tergiversa, sospendi il decorso con una diffida e poi agisci entro i termini.
Domande frequenti
La garanzia legale dura davvero 24 mesi anche sui prodotti scontati?
Sì. La durata di 24 mesi vale per qualunque bene venduto da un professionista a un consumatore, indipendentemente da sconti, saldi, promozioni o usato (per l'usato minimo 12 mesi se pattuito).
Cosa devo fare se il negozio rifiuta la garanzia?
Manda una diffida scritta via raccomandata A/R o PEC con descrizione del difetto e termine di 30 giorni. Se non risponde, puoi chiedere riduzione del prezzo o risoluzione del contratto, fino a procedere davanti al Giudice di Pace.
Il difetto è comparso al 18° mese: ho diritto alla garanzia?
Sì, sei entro i 24 mesi. Ma dopo i primi 12 mesi spetta a te dimostrare che il difetto esisteva già alla consegna. Una perizia tecnica o documenti di precedenti malfunzionamenti aiutano molto.
Devo segnalare il difetto entro 2 mesi?
No. Quell'obbligo è stato abolito dal D.Lgs. 170/2021 per i contratti dal 1° gennaio 2022. Resta consigliabile segnalare appena possibile, per provare la tempestività.
Posso scegliere io tra riparazione e sostituzione?
Sì, la scelta è del consumatore. Il venditore può rifiutarla solo se la tua opzione è oggettivamente impossibile o sproporzionatamente più costosa rispetto all'altra (art. 135-bis co. 2 Cod. Consumo).
Garanzia legale e garanzia commerciale sono la stessa cosa?
No. La legale è obbligatoria, gratuita e dovuta dal venditore per 24 mesi. La commerciale è facoltativa, spesso a pagamento, offerta da venditore o produttore in aggiunta — mai in sostituzione.
Se il prodotto è online e arriva difettoso, posso chiedere il rimborso?
Hai due strade: il diritto di recesso entro 14 giorni dalla consegna (senza motivo, ex art. 52 Cod. Consumo) oppure la garanzia legale per difetto di conformità (24 mesi, ma con gerarchia dei rimedi). Per un difetto evidente entro i 14 giorni, il recesso è la via più veloce.
Quanto tempo ho per fare causa al venditore?
26 mesi dalla consegna del bene (art. 135-bis co. 5 Cod. Consumo). Una diffida scritta sospende la prescrizione per il tempo necessario alla risposta.
Cosa fare adesso
Ogni situazione legale ha le sue specificità. Prima di prendere decisioni che rischiano di compromettere i tuoi diritti, parla con un avvocato che conosca davvero il tuo caso.
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